
INSIEME OLTRE IL MURO
Associazione di Volontariato
Sede operativa: Via Statilio Tauro, 7 - 00175 Roma
Tel. 06.764897
Email: info@insiemeoltreilmuro.org

Chi siamo
L'associazione di volontariato "INSIEME OLTRE IL MURO" si costituisce il 2 luglio 1999 nel X Municipio, come forma di aggregazione di genitori con figli disabili fisici, mentali e sensoriali. Si compone anche di volontari, persone non direttamente coinvolte dal tema della disabilità, giovani e non, tutti ispirati dalla condivisione dei principi dell'associazione.
"Insieme oltre il muro" si inserisce in un contesto difficile; nasce dall'esperienza di bisogno di alcuni genitori che, inesperti e poco pratici nel gestire una tematica così delicata e profonda come quella dell'handicap, dopo le prime paure e rinunce, non accettano la realtà di una vita senza speranze e prospettive e si uniscono, scoprendo il valore della condivisione, per portare avanti i loro diritti e per scoprire i loro doveri.
L'esigenza primaria era quella di non sentirsi soli di fronte ad una difficoltà già di per sé grande, ma che affrontata nel buio delle proprie case e con solo le proprie forze, aumentava il sentimento di abbandono e solitudine.
La scoperta fuori la porta, di un mondo costituito di altre persone che vivono situazioni simili alle proprie, servizi, opportunità, strutture deputate al sostegno ed al supporto di casi come i propri, ma, soprattutto, la possibilità di costituirsi parte integrante di questo tutto e svolgere in questo un ruolo da protagonista, porta questo gruppo di genitori a "sognare" e ad intraprendere una nuova strada, sicuramente in salita, ma necessaria per un cambiamento.
Da qui la costituzione dell'associazione, con l'attributo di ONLUS, con l'obiettivo di essere elemento di sostegno per tutti coloro che, trovandosi in una situazione di disagio, potessero venire a conoscenza della maggior parte degli elementi utili per gestirla e per affrontarla con le modalità più vantaggiose.
Si opera direttamente nel X Municipio, dove, in qualità di Consulta, c'è uno spazio adibito a segretariato sociale; qui si svolge un lavoro di collegamento e di avvicinamento fra il cittadino, le istituzioni pubbliche ed i servizi di volontariato.
Per la forte motivazione ed il sempre maggiore sentimento di cittadinanza attiva, l'associazione ottiene la presidenza della "Consulta per l'handicap" nel X Municipio, (1999), conquista sempre più visibilità e si apre a diverse collaborazioni. "Insieme oltre il muro", quale interlocutore privilegiato fra istituzioni pubbliche e private, collabora con: l'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Roma ed in particolare con il X Municipio, con l'Ufficio della Delegata del Sindaco per le tematica dell'handicap, la Consulta circoscrizionale e cittadina per l'handicap, CESV (centro servizi per il volontariato), Capodarco di Roma ed altre associazioni del territorio e la Cooperativa Sociale Cecilia per l'assistenza domiciliare sul territorio del X Municipio. Le attività principali dell'associazione sono: accoglienza presso la Consulta per handicap del X Municipio, relativamente all'handicap e la scuola, il lavoro e "il dopo di noi".
L'associazione, dunque, si muove ormai dal 1999 ispirata dal principio di rendere ogni singola persona cittadina attiva e coinvolta nel contesto sociale in cui vive; in ognuno deve riuscire a radicarsi il sentimento della partecipazione alla vita comune, ognuno è parte integrante del territorio e deve, perciò, sia usufruire dei servizi da questo offerti, sia essere ispiratore e promotore di interventi utili per il miglioramento delle strutture deputate a metterli in atto. I soci di "Insieme oltre il muro" lavorano proprio in questa direzione, con una duplice veste: da un lato, sono loro i primi che, uniti, rafforzano il loro ruolo e sostengono la loro partecipazione rispetto alle tematica dello svantaggio, dall'altro promuovono iniziative sul territorio, volte al coinvolgimento di persone altre, che si trovano in una condizione di disagio. Si cerca, cioè, di rispondere sia ai bisogni conosciuti dalle persone associate, sia ad esigenze nuove, riportate da tutti coloro che si rivolgono allo sportello in cerca di un aiuto; coinvolgendo tematiche di collegamento fra handicap e scuola, handicap e lavoro, handicap e vita sociale, handicap e sessualità, handicap e futuro in autonomia.
Nel 2000, l'associazione ha realizzato un progetto, finanziato dalla Legge Regionale del Lazio ai sensi della Legge regionale 29/93, i cui i beneficiari sono stati i genitori di ragazzi svantaggiati fisicamente, ma anche persone con familiari non autosufficienti o anziani; il risultato è stato un corso di formazione sui comportamenti più adatti nel sostegno quotidiano di queste persone, considerando, soprattutto, l'aspetto fisico. Si è cercato di avvicinare, quelle persone che giornalmente si trovavano ad affrontare una specifica difficoltà e i rappresentanti dei servizi, come infermieri, assistenti sociali e psicologi, esperti dell'argomento.
I destinatari e l'utenza a cui l'Associazione si rivolge sono le persone che attraversano, anche temporaneamente, una condizione di svantaggio sociale. Più nello specifico, ci si riferisce a persone che affrontano il tema della disabilità: le giovani coppie con un/a figlio/a svantaggiato/a, i genitori con figli portatori di handicap da inserire nei contesti scolastici e lavorativi, quei disabili che, ormai soli, devono affrontare il tema dell'autonomia. In tutte queste situazioni si fa sempre più pressante l'esigenza di non sentirsi soli, di disporre di informazioni, di supporto a livello psicologico, legale ed, in generale, di confrontarsi con un mondo che, all'apparenza, si presenta crudele e poco sorridente.
Non bisogna, però, mai dimenticare che ognuno di noi vive in una casa, lavora e va a fare la spesa in un quartiere di una certa città, che confina con altri paesi, ecc...
Nella nostra concezione, di conseguenza, si assume per destinataria la stessa società, nella quale ogni persona è pensata come portatrice di attese, speranze, esperienze e risorse; tutti siamo potenzialmente implicati nelle situazioni difficili, tutti siamo chiamati a prendere parte al mantenimento di assetti sociali più vivibili, tutti beneficiamo di questo miglioramento.
Consulta Handicap del X Municipio
La Consulta, strumento istituzionale definito nello Statuto Comunale e Municipale come "strumento di partecipazione dei cittadini alla Cosa Pubblica", è stata istituita nel X Municipio con delibera n° 36 del 5/11/99.
Nel 1997, col Protocollo d'Intesa fra ASL, Municipio X e IV Distretto, si era organizzato il GID che aveva il compito di cominciare a sperimentare l'attivazione di sinergie fra ASL, Servizi Sociali, Scuole, rappresentanti del Terzo Settore, per preparare progetti integrati che mettessero al centro la persona.
L'Accordo di Programma, formalizzato nel 1999, doveva dar vita all'integrazione; il CCAP si sarebbe occupato degli indirizzi politico-amministrativi di tale accordo. La Consulta è nata in quel clima, speciale e favorevole, di sperimentazione, che poneva le basi della L.328/00.
La Consulta è composta di 32 membri e ne fanno parte dirigenti dei servizi sociali, un delegato della presidenza ai servizi sociali, un consigliere di minoranza, il responsabile del D.S.M, della ASL handicap adulti, e dei minori, il presidente del distretto scolastico e un rappresentante delle associazioni di disabili residenti e operative nel territorio, 2 genitori eletti in rappresentanza dei disabili in assistenza SAISCH, il rappresentante delle cooperative residenti e operanti nel territorio e un rappresentante della CGiL del Lazio.; è coordinata da un Presidente e da un Vice Presidente.Il compito della Consulta è, lo dice la parola stessa, essere consultati ed esprimere pareri su studi e progetti che attengono la disabilità nel suo insieme e appoggiare o disapprovare i vari organi circoscrizionali che emanano atti deliberativi e amministrativi inerenti la disabilità e che dovrebbero favorire il coordinamento e l'integrazione dei servizi e degli interventi socio-assistenziali con quelli socio-sanitari e quelli educativi- scolastici. Promuovere e stimolare la realizzazione dei servizi che favoriscano il mantenimento, l'inserimento e il reinserimento delle persone con handicap nell'ambiente famigliare, scolastico, sociale e lavorativo per limitare ogni processo d'istituzionalizzazione ed emarginazione dei cittadini disabili e delle loro famiglie. Fornire tutte le informazioni utili sulle opportunità offerte dai servizi del territorio per un buon soddisfacimento dei loro bisogni.
- Orienta le politiche previste dal Piano di Zona con analisi dei problemi del territorio che rielabora con studi e proposte; quindi sollecita gli organismi politico amministrativi a collaborare per realizzare le proposte approvate. Non ha poteri decisionali, ma vuole essere un'attiva interfaccia fra amministratori e popolazione.
- Si preoccupa che gli interventi siano distribuiti in modo uniforme, dai più urgenti ai meno urgenti.
I campi dove la Consulta interviene sono:
- Scuola, soprattutto in relazione all'inserimento
- Formazione-lavoro, dopo la scuola
- Servizi per i casi più gravi (assistenza domiciliare, case-famiglia, residenzialità)
- Barriere architettoniche
- Il "dopo di noi", per chi si ritrova senza genitori e inserito nelle RSA insieme agli anziani.
Appena costituita, la Consulta partecipa al GID, avendo come rappresentante la presidente: si valutano le liste di attesa, i fondi, i singoli casi, i nuovi inserimenti dopo un esame da parte dei Servizi, i finanziamenti per i casi singoli ed i progetti sperimentali. Intanto l'Accordo di Programma, istituito a livello politico per sperimentare progetti di lavoro comune, fatica a decollare; la ASL vorrebbe, per giunta, chiudere il Centro Diurno Integrato "Pizzo di Calabria. La Presidente della Consulta protesta, chiede di leggere i verbali; il CCAP (Comitato di Coordinamento per l'Accordo di Programma), dapprima risentito di questa richiesta di verifica, propone poi che la Consulta entri a far parte del Comitato. Inoltre si rivede la decisione di chiudere il Centro Diurno.
La Consulta, a questo punto, forse in modo un po' estemporaneo, incomincia un lavoro "sotterraneo" per coordinare gli attori che devono attivarsi affinché sia sperimentata la progettazione integrata dei bisogni socio-assistenziali della cittadinanza del territorio. E nel giugno2002, nel Piano di Zona Triennale, presentato al Consiglio Municipale ed alla Cittadinanza, viene riconosciuto il lavoro della Consulta.
Il Gruppo Scuola elabora uno studio-proposta di delibera per l'inserimento dei ragazzi disabili nelle scuole, votato all'unanimità dal Consiglio che riconosce così il lavoro svolto dal gruppo.Altri interventi per la scuola curati dai Gruppi di Lavoro: monitoraggio delle barriere architettoniche; attivazione di un gruppo di lavoro di insegnanti sensibili ai problemi dell'handicap; studio-proposta, per la delibera dell'Accordo di Programma, del PEI (Progetto Educativo Individuale ) che prende in considerazione l'individuo, dall'infanzia all'inserimento lavorativo.
Per la formazione-lavoro la Consulta contribuisce all'organizzazione dei Laboratori Sociali e all'apertura dei Percorsi di Sportello per indirizzare i giovani all'Emporio Sociale e agli Uffici di Collocamento, con il risultato che alcuni trovano lavoro.
La Consulta indirizza molti casi singoli affinché possano usufruire dei Servizi Socio-Assistenziali ed informa il GID delle urgenze che emergono proprio dal contatto con i cittadini che si rivolgono allo sportello di prima accoglienza.
Attraverso sollecitazioni e interventi ottiene che una villetta sequestrata e confiscata alla mafia venga messa a disposizione del X Municipio che l'adibirà a casa-famiglia una volta risolti i problemi burocratici.
Per seguire i casi gravissimi la Presidente partecipa alla Commissione di Studio voluta dal V Dipartimento per elaborare l'attivazione dell'assistenza indiretta; proprio in quella sede ha potuto segnalare la carenza degli interventi finanziari e il fatto che i portatori di handicap psichici sono per lo più tagliati fuori dai finanziamenti perché "non hanno voce"; da qui l'urgenza di "esserci per loro".
La Consulta si occupa anche dell'accreditamento per la residenzialità e i servizi attraverso il collegamento con imprese, servizi, realtà.
E' presente in tanti dei Convegni, Seminari, Workshop relativi alla messa in opera della L328/00.
Partecipa a Corsi di Aggiornamento, come l'ultimo che si tiene da un anno sulla valutazione della residenzialità.
Prepara interventi e partecipa alle varie Commissioni, come la V Commissione settimanale dei Servizi Sociali, o altre, ad invito.
La Consulta tiene aperto uno sportello, dal lunedì al venerdì, presso il X Municipio.
Partecipa al Coordinamento del Welfare al Femminile, cioè di tutte le realtà femminili che si occupano di sociale nelle ASL, nel Municipio e nel Terzo Settore del X Municipio. Il lavoro di questa Commissione costituisce il primo livello della progettazione generale dell'Ufficio di Piano.
L'iniziativa della Consulta di convocare mano a mano tutte le Imprese Sociali operanti nel Municipio, per cominciare a creare una rete che faccia riferimento agli stessi indirizzi di politica del sociale, contribuisce ad attivare il Terzo Settore delle Imprese Sociali del Volontariato.

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